Sono senza dubbio il più grande intonacatore di trulli che sia mai venuto alla luce a Gotham City dalla battaglia di Poitiers. Chi lo nega è un parassita senza dignità al soldo dei centri sociali.
Sono incomparabilmente il più grande simulatore di orgasmi che abbia mai operato nell'ambiente universitario dall'inizio dell'era industriale. Chi lo nega è un disfattista senza timor di Dio al soldo dei tupamaros.
Sono incomparabilmente il più grande baritono che abbia mai bazzicato in un ring di wrestling dal Concilio Vaticano II. Chi lo nega è un catastrofista senza credibilità al soldo dei narcotrafficanti.
Sono ovviamente il più grande levigatore di saponette che ci sia mai stato nel regno di Mordor dalla scoperta del coitus interruptus. Chi lo nega è un delinquente senza coglioni al soldo dei radical chic.
Sono a detta di tutti il più grande veterinario ginecologo che abbia mai operato nel circuito della Formula Uno dall'inizio dell'età del ferro. Chi lo nega è un dietrologo senza amor proprio al soldo delle lobby gay.
Sono palesemente il più grande contorsionista che si sia mai conosciuto nella Via Lattea dalla strage degli innocenti. Chi lo nega è un agitatore senza dignità al soldo dei no global.
Sono incomparabilmente il più grande stupratore di cani che sia mai venuto alla luce nella Terra degli Elfi dall'avvento dei frigoriferi. Chi lo nega è un vigliacco senza coglioni al soldo dei sandinisti.
Sono certamente il più grande fumatore di toscanello che si sia mai visto su internet dallo scudetto della Sampdoria. Chi lo nega è un parassita senza inibizioni al soldo dei trotzkisti.
venerdì 6 novembre 2009
decisioni irrevocabili/3
Si mette ad urlare per la calca forsennata e scalciante di candidati. Accorrono due inservienti con tanto di tesserino di riconoscimento e divisa con logo del parco; sistemano i sediziosi a bastonate. È incredibile, penso, di quali nefandezze si può rendere capace un uomo se è munito di un tesserino di riconoscimento.
-Come potete vedere, ce n'è per tutti i gusti. Pensate che abbiamo una sezione particolare dedicata agli ingegneri. Richiedono i miei servizi a centinaia. Gradite un cappio particolare? Di qualche colore particolare? Corda? Nylon? Un cappio griffato?
Ci scambiamo un'occhiata d'intesa. Gli comunichiamo che prima vorremmo fare un giro, per valutare meglio, insomma, per far coincidere le nostre esigenze e le possibilità economiche. Una curiosità: qual'è l'esatta correlazione fra il materiale e la velocità della soluzione?
-La juta è, diciamo, più avvolgente, confortevole, sensuale. La materia plastica è per chi ama le sensazioni forti, subitanee. Come dicevo, è tutta una questione di gusti.
-Avete riflettuto bene su quello che state facendo? Pensateci bene, cari clienti, se ritornate con due amici, una soluzione è gratuita – diffonde la voce robotica da un altoparlante, ed è un' offertona, ma solo per questo mese.
-Siamo solo noi due, e vorremmo combinare qualcosa di rapido..
-Ho quello che fa al caso vostro.
Si ferma davanti ad una postazione contrassegnata con il numero sette, dove un giovane ragazzo biondo aspetta il suo turno, sorridendo da ebete, accavallando la pelle del volto segnata da una rosacea eruzione cutanea. Ci saluta con un romanticissimo “arrivederci” e la sua voce suona come una cascata di Millepiedi Neri; sembra molto entusiasta di quello che si accinge a fare.
Intanto ho adocchiato una forca griffata Louis Vuitton che ha veramente una classe inconfondibile, uno charme che non riesco a ritrovare nelle banali forche che mi circondano. Sopra l'asse portante svettano le lettere LV come un monito, una aspirazione, un' intera scelta di vita. Attira il mio sguardo come una calamita. Chissà a quanto me la fa.
-Quella mi sembra un po' esagerata per voi – si è accorto cosa stavo puntando – ma mai dire mai, la vita è fatta per togliersi qualche sfizio.
-La voglio, voglio quella – dico deciso.
-Come potete vedere, ce n'è per tutti i gusti. Pensate che abbiamo una sezione particolare dedicata agli ingegneri. Richiedono i miei servizi a centinaia. Gradite un cappio particolare? Di qualche colore particolare? Corda? Nylon? Un cappio griffato?
Ci scambiamo un'occhiata d'intesa. Gli comunichiamo che prima vorremmo fare un giro, per valutare meglio, insomma, per far coincidere le nostre esigenze e le possibilità economiche. Una curiosità: qual'è l'esatta correlazione fra il materiale e la velocità della soluzione?
-La juta è, diciamo, più avvolgente, confortevole, sensuale. La materia plastica è per chi ama le sensazioni forti, subitanee. Come dicevo, è tutta una questione di gusti.
-Avete riflettuto bene su quello che state facendo? Pensateci bene, cari clienti, se ritornate con due amici, una soluzione è gratuita – diffonde la voce robotica da un altoparlante, ed è un' offertona, ma solo per questo mese.
-Siamo solo noi due, e vorremmo combinare qualcosa di rapido..
-Ho quello che fa al caso vostro.
Si ferma davanti ad una postazione contrassegnata con il numero sette, dove un giovane ragazzo biondo aspetta il suo turno, sorridendo da ebete, accavallando la pelle del volto segnata da una rosacea eruzione cutanea. Ci saluta con un romanticissimo “arrivederci” e la sua voce suona come una cascata di Millepiedi Neri; sembra molto entusiasta di quello che si accinge a fare.
Intanto ho adocchiato una forca griffata Louis Vuitton che ha veramente una classe inconfondibile, uno charme che non riesco a ritrovare nelle banali forche che mi circondano. Sopra l'asse portante svettano le lettere LV come un monito, una aspirazione, un' intera scelta di vita. Attira il mio sguardo come una calamita. Chissà a quanto me la fa.
-Quella mi sembra un po' esagerata per voi – si è accorto cosa stavo puntando – ma mai dire mai, la vita è fatta per togliersi qualche sfizio.
-La voglio, voglio quella – dico deciso.
giovedì 5 novembre 2009
psicocaffè
Fluoxetina cloridrato, comunemente detto fluoxetina, è un farmaco antidepressivo usato per curare la depressione, disturbi ossessivi-compulsivi e bulimia nervosa. La Fluoxetina è un farmaco che ha avuto una grande diffusione, specialmente negli Stati Uniti dove si sono registrati anche numerosi casi d'abuso. La Fluoxetina viene venduta sotto il nome di Prozac (produttore Eli Lilly), Symbyax (composto con la olanzapina), Sarafem, FLUX (Pakistan), Fontex (Svezia), Foxetin (Argentina), Ladose (Grecia), Fluctin (Austria, Germania), Fluctine (Svizzera), Prodep (India),
Fludac* (India)" Oxetin" (Bosnia Herzegovina) e Lovan (Australia). In Italia è disponibile anche il farmaco generico Fluoxetina cps 20 mg.
(per chi si sentisse un pò giù di corda, ho accesso al ricettario medico di mia madre. piazzo il prozac a 50 euro per confezione. garantisco io, good stuff)
a-social network
non me ne frega un cazzo delle foto delle tue vacanzenon me ne frega un cazzo se sei single
non me ne frega un cazzo se sei impegnato, e con chi
non me ne frega un cazzo delle foto della tua famiglia
non me ne frega un cazzo delle tue foto da bambino
non me ne frega un cazzo del tuo impegno politico
non me ne frega un cazzo di cosa fai sabato sera
non me ne frega un cazzo di cosa stai pensando adesso
non me ne frega un cazzo dei tuoi programmi TV preferiti
non me ne frega un cazzo del tuo lavoro
non me ne frega un cazzo dei tuoi amici
non me ne frega un cazzo delle tue amiche
non me ne frega un cazzo se adesso hai la febbre
non me ne frega un cazzo dei tuoi video preferiti di youtube
non me ne frega un cazzo di quanti amici hai
non me ne frega un cazzo dei tuoi libri preferiti, leggerai libri del cazzo
potrei continuare all'infinito.
ora posso solo dirti che, chiunque tu sia, non me ne frega un cazzo di te.
basta con questa cyber-intromissione nei cazzi degli altri.
chiunque tu sia, fatti i cazzi tuoi.
mercoledì 4 novembre 2009
spensierati e felici
Schiaccio il pulsante a ripetizione
come un ritmo preparato da un batterista
Non c'è niente da capire, niente da pensare
solo schiacciare un pulsante con su scritto START
sperare che le combinazioni si mostrino e parta la sirena della grande vincita
2 ciliegie, 2 meloni, 1 BAR, 1 cocomero......niente..
Oggi sono stato con mia figlia
era il mio giorno di comune accordo con Marta
3 ciliegie, 100 punti...schiaccio START
Dov'ero arrivato....?
quando ho iniziato?
quando ho vinto l'ultima volta?
Sono sotto?...di quanto..?
non lo so...non lo voglio sapere....
2 limoni,1 cocomero, un jolly...100 punti....
Schiaccio ancora,cambio moneta...
50 cent...riprendo da dove ho lasciato..
Il lavoro in fonderia è una merda
mi rompo il culo, mi fa male alla salute,
mia figlia, l'affitto, le spese.....vaffanculo....
non paga un cazzo stasera....
Giro BONUS,le combinazioni valgono il doppio
schiaccio, schiaccio non capisco quando vinco e quando no...troppo veloce
tengo la mente impegnata.....E' presto per andare...
A casa solo
ancora solo
Sport, satellite, piatti da lavare
odore di chiuso e di sudore
L'ho portata al parco oggi
non sapevo che fare, cosa dirle
L'ho riportata dalla madre
ci vedremo la prossima settimana le porterà un regalo
3 cocomeri, 200 punti....scarico...basta
Che ci faccio qui?
da dieci anni
che mi aspettavo di trovare......?
Mi siedo stessa storia
volti di animali
lupo, coniglio, gallina, cane....JOLLY
non ci faccio più caso
Dov'ero rimasto..?
Non ricordo piu.........
(grazie a lino per la partecipazione e il sostegno)
come un ritmo preparato da un batterista
Non c'è niente da capire, niente da pensare
solo schiacciare un pulsante con su scritto START
sperare che le combinazioni si mostrino e parta la sirena della grande vincita
2 ciliegie, 2 meloni, 1 BAR, 1 cocomero......niente..
Oggi sono stato con mia figlia
era il mio giorno di comune accordo con Marta
3 ciliegie, 100 punti...schiaccio START
Dov'ero arrivato....?
quando ho iniziato?
quando ho vinto l'ultima volta?
Sono sotto?...di quanto..?
non lo so...non lo voglio sapere....
2 limoni,1 cocomero, un jolly...100 punti....
Schiaccio ancora,cambio moneta...
50 cent...riprendo da dove ho lasciato..
Il lavoro in fonderia è una merda
mi rompo il culo, mi fa male alla salute,
mia figlia, l'affitto, le spese.....vaffanculo....
non paga un cazzo stasera....
Giro BONUS,le combinazioni valgono il doppio
schiaccio, schiaccio non capisco quando vinco e quando no...troppo veloce
tengo la mente impegnata.....E' presto per andare...
A casa solo
ancora solo
Sport, satellite, piatti da lavare
odore di chiuso e di sudore
L'ho portata al parco oggi
non sapevo che fare, cosa dirle
L'ho riportata dalla madre
ci vedremo la prossima settimana le porterà un regalo
3 cocomeri, 200 punti....scarico...basta
Che ci faccio qui?
da dieci anni
che mi aspettavo di trovare......?
Mi siedo stessa storia
volti di animali
lupo, coniglio, gallina, cane....JOLLY
non ci faccio più caso
Dov'ero rimasto..?
Non ricordo piu.........
(grazie a lino per la partecipazione e il sostegno)
martedì 3 novembre 2009
"ius soli" e "ius sanguinis"
In controtendenza rispetto al forte allarme sociale causato dall'incremento esponenzale e non controllato dell'immigrazione, ambienti interni al PdL si stanno facendo promotori dell' introduzione, nel nostro sistema legislativo, dello "ius soli".
Questa concezione giuridica consentirebbe, automaticamente, a chiunque nasca su territorio italiano di acquisire la cittadinanza e ai suoi genitori l'immediata residenza, e poco dopo, la cittadinanza.
L' Italia, fino ad oggi, ha seguito un diverso orientamento: lo Ius Sanguinis. Solamente nascendo da genitori italiani si è cittadini; secondo un' idea della cittadinanza, basata su sangue, cultura e Fede. La cittadinanza vuole una continuità tra i nostri padri noi e i nostri figli che trova conferma in costumi, in una fede religiosa ed in una tipologia fisica comuni.
Lo ius soli è figlio di una visione cosmopolita, adatta a nazioni senza storia nè cultura che necessitano popolare vasti territori con genti di tutte le razze e di tutte le fedi. Esempio tipico: gli USA.
La Gran Bretagna, già istituendo il Commonwealth, fece l' enorme errore di concedere la cittadinanza a popolazioni di tutti gli angoli della terra e, addirittura, fino al 1983, la concedeva a tutti coloro che nascevano sul suo territorio. Accortasi del disastro, reintrodusse lo ius sanguinis. Troppo tardi.
In pochi decenni Gran Bretagna e Francia sono arrivate a ospitare, a causa dello ius soli, 7/8 milioni di nuovi cittadini. La pace sociale ne è risultata minata. Le gravi e ricorrenti rivolte nelle banlieu francesi e nelle inner cities britanniche dimostrano inequivocabilmente l'ostilità di questi "nuovi cittadini" verso gli Stati che li hanno, incautamentte, adottati.
Questa concezione giuridica consentirebbe, automaticamente, a chiunque nasca su territorio italiano di acquisire la cittadinanza e ai suoi genitori l'immediata residenza, e poco dopo, la cittadinanza.
L' Italia, fino ad oggi, ha seguito un diverso orientamento: lo Ius Sanguinis. Solamente nascendo da genitori italiani si è cittadini; secondo un' idea della cittadinanza, basata su sangue, cultura e Fede. La cittadinanza vuole una continuità tra i nostri padri noi e i nostri figli che trova conferma in costumi, in una fede religiosa ed in una tipologia fisica comuni.
Lo ius soli è figlio di una visione cosmopolita, adatta a nazioni senza storia nè cultura che necessitano popolare vasti territori con genti di tutte le razze e di tutte le fedi. Esempio tipico: gli USA.
La Gran Bretagna, già istituendo il Commonwealth, fece l' enorme errore di concedere la cittadinanza a popolazioni di tutti gli angoli della terra e, addirittura, fino al 1983, la concedeva a tutti coloro che nascevano sul suo territorio. Accortasi del disastro, reintrodusse lo ius sanguinis. Troppo tardi.
In pochi decenni Gran Bretagna e Francia sono arrivate a ospitare, a causa dello ius soli, 7/8 milioni di nuovi cittadini. La pace sociale ne è risultata minata. Le gravi e ricorrenti rivolte nelle banlieu francesi e nelle inner cities britanniche dimostrano inequivocabilmente l'ostilità di questi "nuovi cittadini" verso gli Stati che li hanno, incautamentte, adottati.
copie di copie di copie
Quando vidi il sole scendere, oltre la Città, dietro i grattacieli, capii che non sarebbe più sorto. Sentii l'odore della tenebra, intenso, freddo e scuro, arrivare strisciando e sbucare dagli angoli.
Lei mi chiese se stavo bene, cosa mi stava succedendo: come potevo raccontargli dei mille soli che avevo già visto, di tutte le volte che avevo visto calare le tenebre sapendo che la luce sarebbe riapparsa solo dopo lunghi anni e che nessuno, nemmeno Samrov, era in grado di impedire tutto ciò. Nemmeno Samrov il luminare, il padrone, il vero sindaco della Città. Chi sarebbe scomparso, questa volta, chi avrebbe sacrificato la propria vita affinché la scienza, e il suo carro di vincitori, potesse donare la semplice sopravvivenza agli abitanti della grottesca città-fungo? Queste erano le domande che mi distraevano da una normalissima passeggiata domenicale, e continuavo a ripetermi che avrei dovuto prevederlo, avrei dovuto saperlo, e che forse proprio Lei sarebbe stata strappata dalle mie braccia, se non l'avessi difesa. Le dico allora che è un banale mal di testa, non sembra crederci, ma continua a giocare con il cane spensierata, quasi felice. Mi appoggio al cartello “vietata la riproduzione agli Zatlah”, mi tolgo gli occhiali da sole, mi massaggio le tempie. Sorrido perché Lei è bellissima e nulla le accadrà, costi quel che costi.
-L'ho visto, per Dio, l'ho visto, non mi posso sbagliare.
-Era lui? Sei proprio sicura?
-Ti dico di sì, era lui – e qui la voce le si ruppe, e mi fu palese l'angoscia di chi ha visto qualcosa che non avrebbe mai voluto vedere, ma che esiste, e non si può ignorare.
-Com'era? Identico?
-Era lui, era lui, usciva da una farmacia. Mi ha visto, ne sono sicura, non credo abbia fatto finta di niente, non mi conosce, non sa chi sono. Era torvo e guardingo, sembrava spaventato a morte. Indossava un'uniforme rosso sgargiante, simile a quella dei dipendenti dei fast-food.. Rossa con qualche striscia gialla, per l'esattezza.
Quella notte aveva fatto un sogno stranissimo. Si era ritrovato catapultato nella cucina di un fast-food, nell'ambiente in cui era una decina di persone cucinavano, occhi spenti e movimenti meccanici, poi aveva sbirciato nell'ambiente a fianco dove, in lunghe tavolate, altri lavoratori mangiavano in silenzio. Anzi, mangiavano ascoltando musica classica a bassissimo volume. Erano costretti, in qualche modo, ad ascoltare quella musica senza parlare fra di loro; il rumore delle mascelle che masticano il cibo l'avrebbe già resa impossibile da seguire. Aveva poi imboccato una porticina bianca e si era ritrovato in un'anticamera alta e strettissima, su cui si affacciavano altre porte; da una di esse era uscita una signora, la stessa divisa rossa da fast-food, e lui:
-Mi sono perso.
E lei, sorridente, gli aveva risposto qualcosa di incomprensibile. Sembrava simpatica. Era tornata dentro, chiudendosi la porta alle spalle, e lui aveva sentito, nettissime, queste parole:
-Dice di essersi perso – ed era sicuro che fosse stata la stessa persona, a pronunciarle.
Si era ritrovato, infine, in un bagno. La porta da cui era uscito era sulla parete sinistra. Quando capì dove fosse era già chiusa. Uscì e davanti a lui si trovò un corridoio illuminato, quello di un centro commerciale. Poi il sogno finì e lui si chiese per quale motivo se lo ricordasse così vividamente, contrariamente a quello che gli succedeva di solito.
-E' lui – dissi, cercando di non spaventarla più di quanto già non lo fosse – lo ha già messo in circolazione. Mi volsi pensieroso verso la finestra. L'autunno era appena arrivato e già l'inverno lo incalzava.
-Come fai ad esserne così sicuro? Potrei sbagliarmi e..
-Il sogno. Ho imparato a fidarmi più dei miei sogni che dei telegiornali.
-Cosa vuoi fare a questo punto? - la ragazza cercava di non far trapelare il timore che la tormentava. Era sconvolta. Era uscita per qualche piccolo acquisto, quella mattina di buon'ora, com'era solita, e se lo era trovato davanti. Subito aveva pensato ad una sorpresa, si era ricreduta quando, chiamandolo a gran voce, chiamandolo con il suo nome più volte, lui non si era voltato: solo ora capiva che non si era voltato perché non era lui, e quello non era il suo nome.
(continua...)
Lei mi chiese se stavo bene, cosa mi stava succedendo: come potevo raccontargli dei mille soli che avevo già visto, di tutte le volte che avevo visto calare le tenebre sapendo che la luce sarebbe riapparsa solo dopo lunghi anni e che nessuno, nemmeno Samrov, era in grado di impedire tutto ciò. Nemmeno Samrov il luminare, il padrone, il vero sindaco della Città. Chi sarebbe scomparso, questa volta, chi avrebbe sacrificato la propria vita affinché la scienza, e il suo carro di vincitori, potesse donare la semplice sopravvivenza agli abitanti della grottesca città-fungo? Queste erano le domande che mi distraevano da una normalissima passeggiata domenicale, e continuavo a ripetermi che avrei dovuto prevederlo, avrei dovuto saperlo, e che forse proprio Lei sarebbe stata strappata dalle mie braccia, se non l'avessi difesa. Le dico allora che è un banale mal di testa, non sembra crederci, ma continua a giocare con il cane spensierata, quasi felice. Mi appoggio al cartello “vietata la riproduzione agli Zatlah”, mi tolgo gli occhiali da sole, mi massaggio le tempie. Sorrido perché Lei è bellissima e nulla le accadrà, costi quel che costi.
-L'ho visto, per Dio, l'ho visto, non mi posso sbagliare.
-Era lui? Sei proprio sicura?
-Ti dico di sì, era lui – e qui la voce le si ruppe, e mi fu palese l'angoscia di chi ha visto qualcosa che non avrebbe mai voluto vedere, ma che esiste, e non si può ignorare.
-Com'era? Identico?
-Era lui, era lui, usciva da una farmacia. Mi ha visto, ne sono sicura, non credo abbia fatto finta di niente, non mi conosce, non sa chi sono. Era torvo e guardingo, sembrava spaventato a morte. Indossava un'uniforme rosso sgargiante, simile a quella dei dipendenti dei fast-food.. Rossa con qualche striscia gialla, per l'esattezza.
Quella notte aveva fatto un sogno stranissimo. Si era ritrovato catapultato nella cucina di un fast-food, nell'ambiente in cui era una decina di persone cucinavano, occhi spenti e movimenti meccanici, poi aveva sbirciato nell'ambiente a fianco dove, in lunghe tavolate, altri lavoratori mangiavano in silenzio. Anzi, mangiavano ascoltando musica classica a bassissimo volume. Erano costretti, in qualche modo, ad ascoltare quella musica senza parlare fra di loro; il rumore delle mascelle che masticano il cibo l'avrebbe già resa impossibile da seguire. Aveva poi imboccato una porticina bianca e si era ritrovato in un'anticamera alta e strettissima, su cui si affacciavano altre porte; da una di esse era uscita una signora, la stessa divisa rossa da fast-food, e lui:
-Mi sono perso.
E lei, sorridente, gli aveva risposto qualcosa di incomprensibile. Sembrava simpatica. Era tornata dentro, chiudendosi la porta alle spalle, e lui aveva sentito, nettissime, queste parole:
-Dice di essersi perso – ed era sicuro che fosse stata la stessa persona, a pronunciarle.
Si era ritrovato, infine, in un bagno. La porta da cui era uscito era sulla parete sinistra. Quando capì dove fosse era già chiusa. Uscì e davanti a lui si trovò un corridoio illuminato, quello di un centro commerciale. Poi il sogno finì e lui si chiese per quale motivo se lo ricordasse così vividamente, contrariamente a quello che gli succedeva di solito.
-E' lui – dissi, cercando di non spaventarla più di quanto già non lo fosse – lo ha già messo in circolazione. Mi volsi pensieroso verso la finestra. L'autunno era appena arrivato e già l'inverno lo incalzava.
-Come fai ad esserne così sicuro? Potrei sbagliarmi e..
-Il sogno. Ho imparato a fidarmi più dei miei sogni che dei telegiornali.
-Cosa vuoi fare a questo punto? - la ragazza cercava di non far trapelare il timore che la tormentava. Era sconvolta. Era uscita per qualche piccolo acquisto, quella mattina di buon'ora, com'era solita, e se lo era trovato davanti. Subito aveva pensato ad una sorpresa, si era ricreduta quando, chiamandolo a gran voce, chiamandolo con il suo nome più volte, lui non si era voltato: solo ora capiva che non si era voltato perché non era lui, e quello non era il suo nome.
(continua...)
Progressista VS. Conservatore: Casa dei morti e Diario di uno scrittore
Romanzo in parte autobiografico e in parte ispirato a situzioni che l'autore ebbe modo di osservare in prima persona, Memorie dalla casa dei morti venne scritto da Fedor Mikhailovic Dostoevskij al termine della pena da lui scontata in Siberia, dopo il 1859, e pubblicato fra il 1861 e il 1862. E' interessante il fatto che nelle Memorie, e soltanto in esse, Dostoevskij non interviene nella costruzione delle storie. Il libro è l’insieme di un embrione di racconti che restano senza seguito (solo il parricida alla fine del romanzo verrà scoperto innocente) e di fronte ai quali Dostoevskij si pone come uno del popolo, come uno, cioè, che ascolta e non giudica, che non cerca di capire il perché, e ha pietà di loro. L’arte dostoevskiana della casa di morti è proprio in questo, nel porsi in funzione di ascolto, di testimone, e mai di scrittore. Nelle Memorie dalla casa dei morti fanno quindi capolino i grandi valori della tolleranza religiosa, della libertà dalle prigionie materiali e morali, della indulgenza verso i malfattori, cioè verso coloro che, pur essendosi macchiati di crimini contro la legge, sono in definitiva solamente persone più sfortunate e più infelici, e quindi più amate da Dio, che vuole la salvezza del peccatore e non la sua condanna.

Vent'anni più tardi (la prima edizione è del 1876) uscirà il Diario di uno scrittore, raccolta di articoli pubblicati per la rivista il Cittadino, che vertono su temi di cultura e attualità di vario genere. Ai fini della riflessione, cito testualmente: "I giovani delle nostre classi intellettuali sono educati nelle loro famiglie, in cui… la vera cultura è sostituita da un'impudente negazione che riecheggia motivi altrui; dove gli impulsi materiali predominano su ogni idea elevata; dove i figli vengono educati senza basi all'infuori della verità naturale… ecco dov'è il principio del male: nella trasmissione delle idee..", per non parlare poi degli aspri giudizi sul lassismo giudiziario e sul cristianesimo gesuitico (cioè ipocrita) dei cattolici.
Dobbiamo forse accusarlo di un voltafaccia? No, la sua epoca, come la nostra, è satura di transizione e disgregazione, e ogni stato transitorio e disgregatorio della società genera pigrizia e apatia, perché soltanto pochissimi, in tali epoche, possono (o almeno provano a) vedere chiaramente davanti a sé e non perdere la strada. La maggioranza si confonde, perde il filo, scrive Dostoevskij. Cambiare continuamente opinione, essere in contrasto con se stessi sembra l'unica via percorribile per non ritrovarsi ad essere iscritti ad un corso di pilates o, peggio ancora, a frequentare un circolo della Sinistra Giovanile, o un Centro Sociale.
lunedì 2 novembre 2009
Someone call it stalking. I call it love.
educazione alla diversità
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